Del tappeto persiano (dell’antica Persia che non corrisponde ai confini attuali) non si ha alcuna traccia riconducibile ad un periodo precedente al XVI secolo.
Le caratteristiche dei primi esemplari sono similari a quelle delle produzioni anatoliche e caucasiche, successivamente la corrente sciita, dando libero sfogo alla fantasia, arricchisce i tappeti con il medaglione centrale, vasi, decorazioni floreali, arabeschi, foglie e steli arrotondati.
Nelle produzione le geometrie e i tratti si uniscono in modo armonico, assieme alle combinazioni dei colori dai toni tenui.
Il tappeto con medaglione centrale è il più rappresentativo dei tappeti persiani ed i colori distintivi sono l’azzurro, il rosso, il marrone ed il beige. Il materiale utilizzato è la lana, la seta ma anche fili d’oro e d’argento negli esemplari più preziosi.
I tappeti più rappresentativi sono Tabriz, Kashan, Kirman, Kum e molti altri, che quasi sempre hanno preso il nome dalla regione o dalla città di annodatura.