La produzione dei tappeti cinesi si presume abbia inizio dopo il XVII secolo, tra l’ultima fase della dinastia Ming e la prima dinastia Ts’ing, traendo ispirazione dall’arte pittorica degli artisti Tai Wen-Chin, Wu Wei, Chan-lu, Ch'in Ying, Shen Chou e Wen Cheng – Ming.
La caratteristica principale è un campo aperto con pochi e curati disegni, che non hanno solo uno scopo decorativo ma anche un preciso significato simbolico (esempio dragone, fenice, cane-leone). Sui tappeti più antichi prevalgono i disegni geometrici e le raffigurazioni mitologiche.
I colori utilizzati sono il giallo rosato e il giallo-oro (detto anche "giallo dell'imperatore"), il blu, l'ocra scura, il bianco, il rosso e il verde, tutti derivati da elementi naturali fino al 1870 quando anche in Cina furono scoperti i coloranti all'anilina. La tecnica utilizzata è un’annodatura asimmetrica non troppo fitta (nodo senneh) con un vello rasato molto alto. I materiali di annodatura sono principalmente la seta, il cotone e la lana.
Alcune modelli rappresentativi provenienti dalla Cina sono: Khan, Mongolia fine, Ninxja.