I primi esemplari di tappeti risalgono alla seconda metà del 1200 e sono stati rinvenuti nel 1905. Il tappeto faceva parte della vita quotidiana di antiche civiltà oramai scomparse, dalle testimonianze di storici, poeti, pittori e scultori, ed era catalogato fra gli oggetti più preziosi delle conquiste di guerra dai Persiani e dai Greci.
Nel XIV e XV sec. molte popolazioni iniziano a realizzare manufatti che rappresentano animali (in particolar modo uccelli e quadrupedi) stilizzati o motivi geometrici, ma la mancanza di reperti sicuri costringe gli studiosi ad analizzare la documentazione della pittura dell’epoca. Il tappeto antico per eccezione è il monocromo di Pazyryk, frammento di eccezionale valore storico rinvenuto nel 1949 durante lo scavo del quinto tumulo sepolcrale (kurgan) nella Mongolia nord Occidentale e risalente al V secolo a.C.
Il manufatto si trovava all’interno di una tomba ipogea destinata probabilmente alla sepoltura di un nobile condottiero. Il manufatto si è conservato grazie ad un’infiltrazione d’acqua che, trasformandosi in ghiaccio, lo ha salvaguardato dalla polverizzazione a contatto con l’aria.
Il tappeto è costituito da 3600 nodi per decimetro quadrato, ha una dimensione di 1,98x1,83 mt ed è realizzato in lana e pelo di cammello tinti con colori vegetali e cocciniglia. I disegni sono eleganti e ben delineati, le tinte tenui. Il campo centrale è costituito da ventiquattro formelle e tutto intorno corrono cinque cornici di bordura. I ritrovamenti successivi sono costituiti da alcuni frammenti databili attorno al VI sec ed hanno colori semplici e disegni di tipo primitivo.
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